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Suonare: una questione calda

Suonare: una questione calda
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Care musicanti,
Cari musicanti,

scrivo questo editoriale a metà agosto, in quello che spero sarà l'ultimo di una lunga serie di giorni caratterizzati da temperature molto, troppo alte. E non è la prima volta che capita, quest'estate.

Chiunque non viva a un'altitudine abbastanza elevata da permettere qualche grado di scarto verso il basso o non abbia una casa dotata di un sistema di aria condizionata - insomma, la maggior parte di noi - ha provato la frustrazione del suonare in giornate calde come quella che mi vede adesso al computer. Che si tratti dello studio quotidiano o della preparazione di un'esibizione (che magari si terrà in una sala soffocante o sotto gli impietosi raggi del sole...), esercitarsi, negli ultimi mesi, è stata una vera sfida. Tutti gli strumenti richiedono un impegno fisico, ma gli strumenti a fiato, che si nutrono del nostro respiro, coinvolgono il corpo nella sua integralità; suonare risulta molto faticoso, e per ottenere un risultato che, lo sappiamo, sarebbe stato migliore a temperature più clementi.

In questi poco piacevoli momenti di studio, il mio pensiero è andato spesso ai giovani che hanno dedicato parte della loro estate proprio allo strumento. A quelli che hanno fatto parte della banda e della brass band nazionali giovanili, la BNG e la BBNG, che hanno sicuramente faticato per sostenere prove e concerti, ma che hanno anche vissuto il tutto in allegria, forti della comunanza con i loro colleghi e del condividere la propria passione orientati verso un obiettivo comune; e, ancora di più, a quelli che si sono messi in gioco nelle SOLO-FINALS dello SWISS WINDBAND AWARD. Pazientemente e regolarmente, da soli e con metodo, hanno imboccato lo strumento per prepararsi al momento nel quale si sarebbero trovati davanti alla giuria. 

A voi che state leggendo questo editoriale sono ormai noti i nomi dei vincitori. Io ho solo la lista dei candidati, ma nonostante il grande onore della vittoria sia da sottolineare degnamente, al momento vedo la classifica come una questione decisamente secondaria. Comunque andrà, tutte queste ragazze e tutti questi ragazzi hanno dimostrato, oltre naturalmente a un certo talento innato che dà la base dalla quale partire, di avere la volontà di fare grandi cose. La loro costanza nella preparazione li ha portati a ottenere già almeno un successo, altrimenti non avrebbero potuto accedere a questa competizione nazionale; e quindi ad andare avanti, per migliorarsi ancora, per fare un pezzo di strada in più, per creare qualcosa di bello da condividere. In questo senso, sicuramente le loro partecipazioni ai concorsi rendono visibile solo una piccola parte del rapporto che hanno con lo strumento.

Chissà quali temperature ci porterà la prossima estate e quelle successive. Dovremo trovare delle strategie per conviverci, perché verosimilmente la tendenza non si invertirà. E se nelle calde giornate estive sarete presi dallo sconforto guardando lo strumento che vi aspetta, fate come questi giovani, ricordate che questa fatica è solo una piccola parte di una passione che ci accomuna tutti.